Lavori fiume Giano, 10 domande al direttore dei lavori

Con la presenza dei giornalisti del quotidiano regionale “Corriere Adriatico” e del settimanale dell’interland fabrianese “L’Azione”, il Comitato alla Scoperta del Giano ha esposto nel corso di una conferenza stampa la sua nuova iniziativa in seguito ai silenzi dell’Amministrazione Comunale, ed in seguito allo svolgimento dei lavori sul fiume Giano.

Il Comitato ha  redatto, anche in forma di un manifesto che verrà affisso in città, dieci domande rivolte al Direttore dei Lavori per richiedere chiarezza in merito allo svolgimento attuale degli stessi lavori.

In un’ottica di collaborazione ed apertura al confronto, che da sempre contraddistingue l’agire del Comitato, è stata richiesta chiarezza in merito alla collocazione a vista, di impattanti tubazioni in pvc, presso il Ponte dell’Aéra (XIII-XV sec.), monumento di interesse nazionale e per di più raffigurato nel gonfalone cittadino. Si è proseguito chiedendo delucidazioni su quale progetto esecutivo si stia seguendo, avendo riscontrato divergenze con quello elaborato dall’Ufficio Tecnico del Comune; inoltre con insistenza il Comitato ha richiesto che venga presentata la Variante all’attuale progetto, che durante una pubblica assemblea nel febbraio 2014 è stata annunciata dal Sindaco, la quale consentirebbe la totale scopertura del fiume nel tratto urbano, Variante per di più sicuramente necessaria in seguito alla verificazione di elementi tecnici riscontrati durante gli stessi lavori.

Il Comitato ha perciò, fatto presente come il tratto urbano sia oggi intombato, per salvaguardare delle costruzioni abusive, in quanto realizzate proprio sulla copertura del fiume (essendo poggiate su una area demaniale quale è l’alveo dello stesso fiume).

In seguito anche al silenzio riscontrato dall’Amministrazione Comunale, in merito all’istanza di richiedere un Consiglio Comunale aperto sul tema, il Comitato ha posto all’attenzione dei giornalisti, la disaffezione al tema da parte delle Istituzioni Locali, non essendo oltretutto stata convocata da circa un anno la commissione consiliare istituita per i lavori sul fiume Giano.

Infine, in un’ottica di valorizzazione e tutela del territorio, i componenti il Comitato hanno chiesto il perché, le ragioni che hanno condotto a costruire parapetti così alti, tali da occultare il fiume, proprio nel tratto urbano maggiormente accessibile alla cittadinanza.

Il Comitato alla Scoperta del Giano, da anni vuole che il Fiume possa tornare ad essere una risorsa, anche turistica per la città, il progetto del parco del Giano ne è la massima testimonianza, ma allo stato degli atti, il Comitato pretende che i lavori vengano fatti ai sensi di legge, e le istanze proposte durante la conferenza stampa, non ricadono nel piano eziologico della cortesia, ma vengono a trovare fondamento giuridico nell’art. 9 della Costituzione nel quale si afferma come “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, e nell’art. 1 della Legge n. 241/1990, che impone alla P.A. che l’attività amministrativa sia “retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza”.

E’ stata quindi rinnovata la richiesta di un urgente incontro pubblico nel quale l’Ufficio Tecnico si impegni a presentare i contenuti della variante e, nello specifico, prima di procedere ai lavori sul tratto specifico, di una simulazione 3d del comparto ponte di Cicco Pico – ponte di S. Rocco.

>>> leggi l’elenco completo delle 10 domande

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Fiume Giano. Il comitato: “dubbi sui lavori, subito assemblea pubblica e approvazione variante”

Gia’ un anno fa a collassare era stato un tratto della vecchia copertura in cemento, ora ancora un crollo in centro, all’interno del cantiere lungo il fiume Giano.

Dopo quanto accaduto in via Ramelli scorsa settimana, interviene il Comitato Alla Scoperta del Giano: “Oltre ai rischi per la pubblica incolumità, quanto avvenuto apre piu’ di un interrogativo sul corretto svolgimento dei lavori, ma non è l’unica situazione anomala che va approfondita, si viene infatti a sapere che sarebbero stati realizzati nei giorni scorsi degli interventi non previsti nel progetto esecutivo e senza che sia stata approvata alcuna variante con il pericolo di condizionare in modo rilevante il futuro svolgimento dei lavori”.

Infatti dopo circa tre anni dalla petizione firmata da mille fabrianesi e dopo un anno e mezzo dall’inizio dei lavori, non è ancora stato approvato nessun atto ufficiale che definisca come si intende procedere sia circa la scopertura e valorizzazione del tratto urbano sia sugli effettivi tracciati dei collettamenti.

Dal comitato aggiungono: “E’ necessario che venga indetta in tempi rapidi un’assemblea pubblica: date le circostanze il minimo che l’amministrazione e i responsabili dell’ufficio tecnico possono fare è riferire alla città cosa sta accadendo e quali sono gli sviluppi previsti”.

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Ripulito il piazzale delle conce di via Filzi

Intervento di pulizia organizzato dal Comitato “Alla scoperta del Giano” in occasione della giornata mondiale dell’ambiente, lo scorso venerdì 5 giugno. Dopo le precedenti analoghe iniziative, è stato oggetto dell’azione un altro luogo lungo il fiume Giano: il piazzale delle conce di via Filzi. Due ore di lavoro, circa trenta i volontari ed altrettanti i sacchi di rifiuti raccolti, per restituire ai fabrianesi questo angolo di città. Alle prese con guanti e ramazze, membri del comitato, residenti, ed alcuni esponenti politici. Al termine dell’iniziativa si è tenuto un piccolo rinfresco con tutti gli intervenuti. Le attività del gruppo fabrianese procedono senza sosta, contraddistinte dall’attenzione all’ambiente, alla valorizzazione e riqualificazione del corso del Giano e, soprattutto, alla difesa del suo tratto urbano, tuttora minacciato dall’insensato progetto di parziale ritombatura.

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Fiume Giano, l’Agenzia del Demanio interviene con il Comune sul mancato abbattimento delle baracche.

Dopo l’intimazione di sgombro da Parte della Provincia, anche l’organismo dello Stato scrive al Comune per chiedere conto della mancata demolizione delle baracche costruite al di sopra della copertura.

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Il “caso Giano” è giunto dunque  in questi giorni anche all’esame dell’Agenzia del Demanio, l’ente ministeriale che sovraintende la tutela dei beni dello Stato. Sono infatti in corso accertamenti in merito alla ben nota faccenda di presunti abusi edilizi realizzati nel corso dei decenni passati sulla copertura del Giano.

“La permanenza di questi manufatti di dubbia regolarità – riferisce il comitato cittadino “Alla Scoperta del Giano” – non solo sta impedendo ai fabrianesi di riappropriarsi del proprio fiume pregiudicandone la totale scopertura e il ripristino dell’originario assetto, ma preclude il recupero della vista dello storico Ponte dell’Aèra, opera medievale di elevato valore storico e architettonico attribuito al grande architetto toscano Bernardo Rossellino – e aggiunge – l’accanimento dimostrato a riguardo dall’amministrazione comunale, non solo è incomprensibile, ma va a questo punto a delineare un danno all’interesse collettivo”.

Già nel dicembre 2013, a seguito di un primo esposto, il Demanio Idrico della Provincia di Ancona si era chiaramente espresso in merito alla questione fabrianese, ribadendo come fosse “ indispensabile lo sgombero immediato dei manufatti insistenti sull’area demaniale”, la quale, va ricordato, è un bene inalienabile dello Stato salvaguardato da leggi e decreti nazionali.

A questa disposizione l’Amministrazione comunale aveva contrapposto una documentazione di presunta legittimità di alcuni fabbricati, derivata da una vecchia delibera comunale del 1926. Ora la faccenda sale di livello ed è la stessa Direzione regionale dell’Agenzia del Demanio a volerci vedere chiaro, chiedendo al Comune di Fabriano e alla Provincia di Ancona chiarimenti riguardo la permanenza di questi manufatti.

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Le baracche presenti sulla copertura del Giano

Fiume Giano, nuove zone di protezione a salvaguardia delle specie autoctone

E’ stata ufficializzata nelle scorse settimane, con disposizione della Provincia di Ancona, una nuova zona di protezione all’interno del bacino idrografico del Giano. E’ il risultato di un progetto congiunto avviato negli scorsi mesi.

Sono state le segnalazioni di alcuni cittadini ed appassionati raccolte dal comitato “Alla scoperta del Giano”, che si occupa della salvaguardia del fiume e dei suoi affluenti, a permettere di rintracciare alcune aree dove specie ittiche autoctone, che erano ritenute estinte nel fabrianese, vivono invece e si riproducono.

Da qui, anche grazie all’interessamento personale del sindaco Sagramola e del consigliere Urbano Urbani, è stata avviata una collaborazione con l’Università di Camerino e con la Polizia Provinciale di Ancona, Dipartimento Flora e Fauna, per valutare la purezza genetica, il numero e lo stato di salute degli esemplari.

Lo studio, che è stato condotto la scorsa estate, ha individuato tratti incontaminati che saranno messi sotto tutela. Scopo dell’iniziativa è quello di preservare specie a rischio estinzione e creare delle vere e proprie aree di riproduzione,  favorendone l’incremento naturale.

In queste oasi, dove esistono condizioni ittiogeniche favorevoli, è assolutamente vietato e sanzionato ogni intervento di tipo umano così che il grande valore biologico può essere preservato per le future generazioni.

Una di queste zone di protezione è stata dunque già istituita da questa stagione piscatoria 2015; se inolte l’estensione della colonie rinvenute sarà confermato, non si escludono in futuro anche eventuali interventi volti al ripopolamento di altri tratti.

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Fiume Giano, il comitato: “basta tergiversare: sgombero immediato delle baracche come richiesto dalla provincia e totale riapertura”

A seguito del recente intervento dell’assessore Alianello, in cui si fa il punto sui lavori in corso presso il fiume Giano, come Comitato ci sentiamo in dovere di intervenire in quanto sono state fatte delle affermazioni incomprensibili, se non addirittura fuori luogo, in merito al mantenimento di alcune baracche costruite sopra l’attuale copertura.

Cio’ non solo perché le leggi nazionali vietano chiaramnte l’edificabilità su tali aree (testo unico sulle acque pubbliche art.96 R.D. n. 523 del 1904) con relativa inconistenza di qualsiasi diritto eventualmente accampato dai trasgressori (trattandosi di un bene indisponibile dello stato), ma anche perché lo stesso Demanio Idrico della Provincia di Ancona si è chiaramente espresso nel dicembre 2013 in merito alla questione fabrianese, ribadendo come sia “indispensabile lo sgombero immediato dei manufatti insistenti sull’area demaniale.” E avendo già dato precisa disposizione: “Il comune di Fabriano dovrà predisporre urgenti provvedimenti affinché comunichi ai proprietari la necessaria azione di demolizione a loro spese”.

Probabilmente si è dunque trattato di un refuso, o di un errore di stampa: non vogliamo infatti pensare che l’amministrazione comunale, in opposizione a leggi nazionali e disposizioni provinciali, si stia muovendo per mantenere la situazione indecorosa che è visibile in questa immagine.

Piuttosto, rimanendo in tema di “urgenti provvedimenti”, ci preme ricordare di come sia necessario, anche per creare il minor disagio possibile alle attività commerciali e nel rispetto della legalità, procedere con la famigerata variante che dovrà decretare la totale riapertura del corso cittadino del Giano: variante sbandierata da oltre 10 mesi ma di cui, fiumi di parole a parte, non si ha ancora alcuna traccia.

Ad ogni modo, puntualizzato ciò, siamo comunque pienamente confidenti che la Giunta vorrà ora procedere con la rimozione totale e definitiva della copertura come richiesto dai cittadini, che il progetto sarà modificato per renderlo compatibile con l’armonia urbanistica di un centro storico medievale, e che il ponte dell’Aera, così come l’intero corso del fiume, saranno finalmente e pienamente godibili a fabrianesi e turisti.

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