Ripuliamo insieme il piazzale delle Conce lungo il Giano

Venerdì 5 giugno alle ore 18, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il Comitato “Alla scoperta del Giano” invita tutti i fabrianesi a partecipare con guanti, sacchi e ramazze alla pulizia di un altro tratto lungo il Giano. Al termine un mini aperitivo offerto a tutti i presenti.

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Fiume Giano, l’Agenzia del Demanio interviene con il Comune sul mancato abbattimento delle baracche.

Dopo l’intimazione di sgombro da Parte della Provincia, anche l’organismo dello Stato scrive al Comune per chiedere conto della mancata demolizione delle baracche costruite al di sopra della copertura.

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Il “caso Giano” è giunto dunque  in questi giorni anche all’esame dell’Agenzia del Demanio, l’ente ministeriale che sovraintende la tutela dei beni dello Stato. Sono infatti in corso accertamenti in merito alla ben nota faccenda di presunti abusi edilizi realizzati nel corso dei decenni passati sulla copertura del Giano.

“La permanenza di questi manufatti di dubbia regolarità – riferisce il comitato cittadino “Alla Scoperta del Giano” – non solo sta impedendo ai fabrianesi di riappropriarsi del proprio fiume pregiudicandone la totale scopertura e il ripristino dell’originario assetto, ma preclude il recupero della vista dello storico Ponte dell’Aèra, opera medievale di elevato valore storico e architettonico attribuito al grande architetto toscano Bernardo Rossellino – e aggiunge – l’accanimento dimostrato a riguardo dall’amministrazione comunale, non solo è incomprensibile, ma va a questo punto a delineare un danno all’interesse collettivo”.

Già nel dicembre 2013, a seguito di un primo esposto, il Demanio Idrico della Provincia di Ancona si era chiaramente espresso in merito alla questione fabrianese, ribadendo come fosse “ indispensabile lo sgombero immediato dei manufatti insistenti sull’area demaniale”, la quale, va ricordato, è un bene inalienabile dello Stato salvaguardato da leggi e decreti nazionali.

A questa disposizione l’Amministrazione comunale aveva contrapposto una documentazione di presunta legittimità di alcuni fabbricati, derivata da una vecchia delibera comunale del 1926. Ora la faccenda sale di livello ed è la stessa Direzione regionale dell’Agenzia del Demanio a volerci vedere chiaro, chiedendo al Comune di Fabriano e alla Provincia di Ancona chiarimenti riguardo la permanenza di questi manufatti.

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Le baracche presenti sulla copertura del Giano

Fiume Giano, il comitato: “basta tergiversare: sgombero immediato delle baracche come richiesto dalla provincia e totale riapertura”

A seguito del recente intervento dell’assessore Alianello, in cui si fa il punto sui lavori in corso presso il fiume Giano, come Comitato ci sentiamo in dovere di intervenire in quanto sono state fatte delle affermazioni incomprensibili, se non addirittura fuori luogo, in merito al mantenimento di alcune baracche costruite sopra l’attuale copertura.

Cio’ non solo perché le leggi nazionali vietano chiaramnte l’edificabilità su tali aree (testo unico sulle acque pubbliche art.96 R.D. n. 523 del 1904) con relativa inconistenza di qualsiasi diritto eventualmente accampato dai trasgressori (trattandosi di un bene indisponibile dello stato), ma anche perché lo stesso Demanio Idrico della Provincia di Ancona si è chiaramente espresso nel dicembre 2013 in merito alla questione fabrianese, ribadendo come sia “indispensabile lo sgombero immediato dei manufatti insistenti sull’area demaniale.” E avendo già dato precisa disposizione: “Il comune di Fabriano dovrà predisporre urgenti provvedimenti affinché comunichi ai proprietari la necessaria azione di demolizione a loro spese”.

Probabilmente si è dunque trattato di un refuso, o di un errore di stampa: non vogliamo infatti pensare che l’amministrazione comunale, in opposizione a leggi nazionali e disposizioni provinciali, si stia muovendo per mantenere la situazione indecorosa che è visibile in questa immagine.

Piuttosto, rimanendo in tema di “urgenti provvedimenti”, ci preme ricordare di come sia necessario, anche per creare il minor disagio possibile alle attività commerciali e nel rispetto della legalità, procedere con la famigerata variante che dovrà decretare la totale riapertura del corso cittadino del Giano: variante sbandierata da oltre 10 mesi ma di cui, fiumi di parole a parte, non si ha ancora alcuna traccia.

Ad ogni modo, puntualizzato ciò, siamo comunque pienamente confidenti che la Giunta vorrà ora procedere con la rimozione totale e definitiva della copertura come richiesto dai cittadini, che il progetto sarà modificato per renderlo compatibile con l’armonia urbanistica di un centro storico medievale, e che il ponte dell’Aera, così come l’intero corso del fiume, saranno finalmente e pienamente godibili a fabrianesi e turisti.

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Scompare l’architetto Carancini, da lui l’idea del “Parco del Giano”

Il 23 febbraio ci ha lasciato l’architetto Carancini all’età di 91 anni, grande appassionato di storia e cultura della nostra città. Già nel 1983 aveva pubblicato un libretto dal titolo “Dove il verde e l’acqua a Fabriano” con degli studi e i disegni a china su un possibile Parco del Giano che considerava indispensabile per la rinascita della città, scriveva “..il giardino urbano, con le sue componenti naturali, rappresenta anche il luogo e il possesso di diversi spazi prossemici e funzionali; se l’utopia, l’effetto scenico e la gratuità hanno, da circa un secolo, ceduto il posto all’utilitarismo, tuttavia dobbiamo ancora pensare a questa struttura come il luogo d’incontro tra il mondo naturale e la città, con la sua particolare poetica dello spazio e offrire occasioni, se non al sogno, almeno alla meditazione e alla libertà…” Pochi giorni fa è stato pubblicato sotto forma indipendente un suo studio di qualche anno fa sull’urbanistica e la storia dei castelli fabrianesi “Geografia di una città”,  veramente interessante. Nel libro si può ritrovare tutta la sua passione nella ricerca di ciò che abbiamo perso e di quello che possiamo ancora recuperare. Grazie ancora Architetto.

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Fiume Giano, col maltempo crolla tratto della copertura. Comitato chiede urgente messa in sicurezza e totale rimozione.

Il crollo di una consistente porzione di circa 30mq e’ avvenuto nella notte tra lunedì e martedì a seguito delle ingenti piogge all’interno del cantiere di via le Conce. Ciò testimonia ancora con maggiore chiarezza come la copertura in cemento rappresenti un rischio per la pubblica incolumità e vada integralmente rimossa. Quanto accaduto, con importanti quantità di detriti caduti nel fiume Giano e con il pericolo di ostruire il normale deflusso delle acque e’ particolarmente grave, perdipiu’ il tutto è avvenuto all’interno di un cantiere non presidiato con impalcature e gru.

Il comitato “Alla scoperta del Giano”, che già nei mesi scorsi aveva segnalato la precaria situazione in cui verteva il costruito in questo tratto, con volumi non presenti nelle originarie mappe catastali, avvisa di aver chiesto alle autorità la messa in sicurezza d’urgenza nonché la rimozione del cantiere e torna a ribadire come sia oramai non più prorogabile la totale rimozione della copertura. Dopo 8 mesi dall’avvio del piano di recupero Centro Storico – Borgo infatti non si ha ancora notizia della variante ai lavori prospettata, variante che tra l’altro dovrebbe permettere al corso d’acqua di tornare integralmente alla luce e scongiurare eventi come questo in futuro.

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Fiume Giano. Incontrati referenti Arpam.

A seguito della moria di pesci del Fiume Giano del 5 Settembre scorso e dopo la lettura della relazione dell’Arpam in Consiglio comunale, il Comitato “Alla scoperta del Giano”, fedele alla sua natura di gruppo cittadino teso alla costruttiva ricerca di soluzioni ai problemi ambientali e alla tutela e valorizzazione del corso d’acqua cittadino, ha incontrato martedì 28 ottobre il direttore del Dipartimento provinciale Arpam Dr. Stefano Orilisi e la responsabile di zona dott.ssa Paola Tombolesi. Non poche le polemiche che erano infatti seguite alla dichiarazione con la quale i tecnici affermavano di non aver potuto constatare inquinamento né riscontrare pesci morti nell’alveo, nonostante le segnalazioni effettuate da molti fabrianesi. Durante l’incontro l’agenzia regionale ha dimostrato disponibilità nell’ascoltare le istanze e nell’individuare una procedura condivisa volta ad incrementare la tempestività e l’efficacia dei rilevamenti. Procedura, da mettere in atto in caso di analoghi futuri episodi. Il Comitato ha contestualmente avviato un’attività di sensibilizzazione di autorità locali, e soggetti fonte di potenziale inquinamento in modo da poter scongiurare, anche con l’aiuto attivo della cittadinanza, l’eventualità del ripetersi di tali eventi.

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Inquinamento fiume Giano. Il comitato chiede chiarimenti ai dirigenti Arpam.

Il comitato “Alla scoperta del Giano” informa di aver ufficialmente richiesto un incontro con i dirigenti dell’Arpam allo scopo di avere chiarimenti circa le recenti dichiarazioni dell’agenzia regionale seguite alla moria di pesci di inizio settembre.

Forti perplessità da parte della cittadinanza sono infatti sorte dopo la lettura del contenuto della relazione fatta pervenire al Comune di Fabriano e nella quale si renderebbe noto come i tecnici dell’Arpam intervenuti non avrebbero “potuto constatare il fenomeno di inquinamento denunciato né riscontrare pesci morti”.

Le immagini delle decine di esemplari ittici senza vita scattate in data 5 settembre e riproposte su quotidiani e social network, la telefonate dei residenti e addirittura le segnalazioni di pubblici ufficiali sarebbero dunque da considerarsi fenomeni di allucinazione collettiva ? Parlamentari e consiglieri comunali fabrianesi hanno già richiesto accesso agli atti per far luce sull’accaduto e si sta ora procedendo con la  raccolta di tesimonanze e materiale per documentare gli eventi.

Dal comitato fanno spere con una nota di ironia: “Visto che come si apprende da siti specializzati l’Arpam è alla ricerca di nuovo organico, stiamo pensando di presentare domanda: personale automunito, disponibile a rapidi interventi e dotato di undici decimi di vista, data la situazione, potrebbe essere decismente un valito aiuto”.

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Di seguito la dichiarazione integrale dell’Arpam letta dal Sindaco Sagramola durante il consiglio comunale di martedì 14/10/2014: “A seguito di segnalazione di presunto inquinamento e moria di pesci nel fiume Giano pervenuta il 5 settembre alle 18.30, quando ne abbiamo abbiamo avuto conoscenza da parte del vigile Stroppa della Polizia Municipale di Fabriano, i tecnici dell’Arpam, di pronta disponibilità, si sono recati sul sito dove non hanno potutuo constatare il fenomeno denunciato né riscontravano pesci morti nell’alveo o nelle zone ripariali limitrofe. In data 8 settembre veniva comunque effettuata una ulteriore ispezione presso la ditta Fedrigoni in possesso di autorizzazione integrata ambientale […] al fine di verificare eventuali anomalie registrate nei giorni precedenti, durante il sopralluogo veniva effettuato altresì un campionamento delle acque di scarico in acque superficiali di cui si allega il rapporto di prova. Dal verbale allegato non risulta verificatesi anomalie o disservizi dall’impianto. Il rapporto di prova relativo al campionamento delle acque di scarico non evidenzia il superamento dei limiti tabellari per lo scarico in acque superficiali”.

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