FIUME GIANO. DURA CRITICA ALLE SCELTE ARCHITETTONICHE. L’8 GIUGNO SOPRALLUOGO AL CANTIERE.

Dura critica alle soluzioni architettoniche finora adottate. L’8 giugno sopralluogo del congiunto del comitato con il direttore dei lavori. 

La netta opposizione circa le scelte avvenute per il primo e secondo stralcio di lavori in via di ultimazione lungo il fiume Giano e’ stata ribadita scorsa settimana durante l’incontro tra tecnici del comitato e l’ufficio tecnico comunale. In particolare soluzioni quali l’eccessivo utilizzo del cemento, l’altezza delle sponde e le balaustre in CORE-TEN. Riferisce il comitato: “Sebbene rispetto al progetto originario si siano salvaguardati i ponti storici e si vada nella direzione di una totale riapertura, l’intervento che si sta portando avanti e’ da considerarsi tutt’altro che consono, se non addirittura fuori contesto se si considera l’ambito del centro storico in cui si sta operando”. Per sollecitare la direzione dei lavori ad una sostanziale rivisitazione dell’intervento previsto nel terzo stralcio, che sara’oggetto di variante e che interesserà il tratto ponte dell’Aera – retro del mercato coperto, il prossimo 8 giugno si terrà un sopralluogo tra i tecnici durante il quale verranno discusse e ipotizzate nel dettaglio le varie alternative.

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Comitato “Alla Scoperta del Giano”, un primo bilancio a 4 anni dalla costituzione.

Il punto su obiettivi e lavori in corso lungo il Giano, alla luce dei recenti sviluppi

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Il Comitato “Alla Scoperta del Giano” non ha esaurito la sua azione, tutto altro, è in piena attività. Tuttavia può tirare un primo bilancio dell’impegno profuso per la città ed il territorio di Fabriano. Un resoconto positivo, con più luci che ombre.

Le motivazioni tecniche che la giunta Sorci portò per giustificare una nuova copertura del fiume e il “consolidamento” dei ponti medioevali con una camicia di calcestruzzo e fibre di carbonio si sono dissolte come neve al sole. Non vogliamo mettere in dubbio la buona fede di nessuno, certo è che il Consiglio Comunale dell’epoca non fu messo nelle condizioni di esprimere un voto in scienza e coscienza. Grazie all’impegno di tanti fabrianesi che hanno a cuore la valorizzazione della propria città, oggi quello sciagurato progetto è solo un brutto ricordo. Le due più importanti richieste del Comitato sono state ottenute:

  • In primo luogo i ponti medioevali non verranno irrimediabilmente danneggiati da un intervento con calcestruzzo che avrebbe comportato un danno certo a fronte di un improbabile consolidamento.
  • In secondo luogo il tratto di fiume a monte del ponte dell’Aèra, dietro il mercato coperto, verrà riaperto completamente e non più “tombato”. La variante che l’ufficio tecnico del comune sta predisponendo prevede un nuovo ponte pedonale di collegamento tra la piazzetta di via Filzi e la piazza del mercato. Una delle zone più caratteristiche della città antica caratterizzata dalla tipologia unica delle antiche conce verrà valorizzata e tolta dalla degradante funzione di autorimessa a cielo aperto. Nella variante discussa con il Comitato è anche prevista la riscoperta dell’antico lavatoio medioevale, qualificante punto di accesso al Giano. Auspichiamo che anche la nostra richiesta di prevedere la possibilità con un sentiero laterale all’alveo del fiume, uno spazio che in caso di piena viene allagato ma in normali condizioni è facilmente percorribile, sia realizzato per consentire a cittadini e turisti la visita di quel formidabile monumento che è il ponte dell’Aèra.

Purtroppo non ci sono solo luci in questo primo bilancio della nostra azione, dobbiamo dire con sincerità che a valle del ponte dell’Aèra molte cose a nostro avviso non vanno. Le altissime sponde in calcestruzzo armato a nostro parere sono inutili, considerato come lo sventolato “rischio esondazione” non esiste. Del resto se si giustificava la copertura del fiume in quanto il ponte dell’Aèra è un restringimento dell’alveo va da se che, a valle, più di quella quantità di acqua non può andare e il livello non può salire più di tanto. Quelle sponde così alte potevano essere evitate così come le balaustre in acciaio corten. Troppo pesanti ed elaborate tanto che impediscono la vista del fiume. Meglio sarebbe stato mantenere il progetto originale del Comune più semplice, lineare e, a parer nostro, molto più appropriato. Uno dei tanti progetti che l’amministrazione ha pagato e messo in un cassetto. Non solo questo non ci piace, troviamo fuori scala e non dialogante con le architetture circostanti la altissima sponda realizzata di lato al piccolo Santuario della Madonna delle Grazie. Un vero e proprio muro di gusto cimiteriale con quel marmoreo rivestimento di pietra bianca che impedisce, totalmente, di vedere il fiume e godere di scorci panoramici unici del nostro centro antico.

Auspichiamo che nell’intervento a monte del ponte dell’Aèra si scelga un profilo progettuale meno complicato, con meno materiali stratificati e balaustre semplici, lineari, che consentano il massimo di contatto visivo con il fiume. Auspichiamo e vigileremo con particolare attenzione al restauro di quell’opera monumentale che è il ponte dell’Aèra, a partire dagli gli scarichi più o meno abusivi che vanno eliminati o nascosti. Per anni questa opera, antica di ottocento anni, è stata sfregiata e vilipesa, ora deve tornare allo splendore che le compete. Auspichiamo in ultimo che con il corso d’acqua che scorre finalmente all’aperto e rigoglioso, possano essere poste le basi per un duraturo recupero del rapporto tra la città e il fiume prevedendo la creazione di un vero e proprio “Parco del Giano”.

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Lavori fiume Giano, 10 domande al direttore dei lavori

Con la presenza dei giornalisti del quotidiano regionale “Corriere Adriatico” e del settimanale dell’interland fabrianese “L’Azione”, il Comitato alla Scoperta del Giano ha esposto nel corso di una conferenza stampa la sua nuova iniziativa in seguito ai silenzi dell’Amministrazione Comunale, ed in seguito allo svolgimento dei lavori sul fiume Giano.

Il Comitato ha  redatto, anche in forma di un manifesto che verrà affisso in città, dieci domande rivolte al Direttore dei Lavori per richiedere chiarezza in merito allo svolgimento attuale degli stessi lavori.

In un’ottica di collaborazione ed apertura al confronto, che da sempre contraddistingue l’agire del Comitato, è stata richiesta chiarezza in merito alla collocazione a vista, di impattanti tubazioni in pvc, presso il Ponte dell’Aéra (XIII-XV sec.), monumento di interesse nazionale e per di più raffigurato nel gonfalone cittadino. Si è proseguito chiedendo delucidazioni su quale progetto esecutivo si stia seguendo, avendo riscontrato divergenze con quello elaborato dall’Ufficio Tecnico del Comune; inoltre con insistenza il Comitato ha richiesto che venga presentata la Variante all’attuale progetto, che durante una pubblica assemblea nel febbraio 2014 è stata annunciata dal Sindaco, la quale consentirebbe la totale scopertura del fiume nel tratto urbano, Variante per di più sicuramente necessaria in seguito alla verificazione di elementi tecnici riscontrati durante gli stessi lavori.

Il Comitato ha perciò, fatto presente come il tratto urbano sia oggi intombato, per salvaguardare delle costruzioni abusive, in quanto realizzate proprio sulla copertura del fiume (essendo poggiate su una area demaniale quale è l’alveo dello stesso fiume).

In seguito anche al silenzio riscontrato dall’Amministrazione Comunale, in merito all’istanza di richiedere un Consiglio Comunale aperto sul tema, il Comitato ha posto all’attenzione dei giornalisti, la disaffezione al tema da parte delle Istituzioni Locali, non essendo oltretutto stata convocata da circa un anno la commissione consiliare istituita per i lavori sul fiume Giano.

Infine, in un’ottica di valorizzazione e tutela del territorio, i componenti il Comitato hanno chiesto il perché, le ragioni che hanno condotto a costruire parapetti così alti, tali da occultare il fiume, proprio nel tratto urbano maggiormente accessibile alla cittadinanza.

Il Comitato alla Scoperta del Giano, da anni vuole che il Fiume possa tornare ad essere una risorsa, anche turistica per la città, il progetto del parco del Giano ne è la massima testimonianza, ma allo stato degli atti, il Comitato pretende che i lavori vengano fatti ai sensi di legge, e le istanze proposte durante la conferenza stampa, non ricadono nel piano eziologico della cortesia, ma vengono a trovare fondamento giuridico nell’art. 9 della Costituzione nel quale si afferma come “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, e nell’art. 1 della Legge n. 241/1990, che impone alla P.A. che l’attività amministrativa sia “retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza”.

E’ stata quindi rinnovata la richiesta di un urgente incontro pubblico nel quale l’Ufficio Tecnico si impegni a presentare i contenuti della variante e, nello specifico, prima di procedere ai lavori sul tratto specifico, di una simulazione 3d del comparto ponte di Cicco Pico – ponte di S. Rocco.

>>> leggi l’elenco completo delle 10 domande

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Fiume Giano. Il comitato: “dubbi sui lavori, subito assemblea pubblica e approvazione variante”

Gia’ un anno fa a collassare era stato un tratto della vecchia copertura in cemento, ora ancora un crollo in centro, all’interno del cantiere lungo il fiume Giano.

Dopo quanto accaduto in via Ramelli scorsa settimana, interviene il Comitato Alla Scoperta del Giano: “Oltre ai rischi per la pubblica incolumità, quanto avvenuto apre piu’ di un interrogativo sul corretto svolgimento dei lavori, ma non è l’unica situazione anomala che va approfondita, si viene infatti a sapere che sarebbero stati realizzati nei giorni scorsi degli interventi non previsti nel progetto esecutivo e senza che sia stata approvata alcuna variante con il pericolo di condizionare in modo rilevante il futuro svolgimento dei lavori”.

Infatti dopo circa tre anni dalla petizione firmata da mille fabrianesi e dopo un anno e mezzo dall’inizio dei lavori, non è ancora stato approvato nessun atto ufficiale che definisca come si intende procedere sia circa la scopertura e valorizzazione del tratto urbano sia sugli effettivi tracciati dei collettamenti.

Dal comitato aggiungono: “E’ necessario che venga indetta in tempi rapidi un’assemblea pubblica: date le circostanze il minimo che l’amministrazione e i responsabili dell’ufficio tecnico possono fare è riferire alla città cosa sta accadendo e quali sono gli sviluppi previsti”.

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Ripulito il piazzale delle conce di via Filzi

Intervento di pulizia organizzato dal Comitato “Alla scoperta del Giano” in occasione della giornata mondiale dell’ambiente, lo scorso venerdì 5 giugno. Dopo le precedenti analoghe iniziative, è stato oggetto dell’azione un altro luogo lungo il fiume Giano: il piazzale delle conce di via Filzi. Due ore di lavoro, circa trenta i volontari ed altrettanti i sacchi di rifiuti raccolti, per restituire ai fabrianesi questo angolo di città. Alle prese con guanti e ramazze, membri del comitato, residenti, ed alcuni esponenti politici. Al termine dell’iniziativa si è tenuto un piccolo rinfresco con tutti gli intervenuti. Le attività del gruppo fabrianese procedono senza sosta, contraddistinte dall’attenzione all’ambiente, alla valorizzazione e riqualificazione del corso del Giano e, soprattutto, alla difesa del suo tratto urbano, tuttora minacciato dall’insensato progetto di parziale ritombatura.

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Fiume Giano, l’Agenzia del Demanio interviene con il Comune sul mancato abbattimento delle baracche.

Dopo l’intimazione di sgombro da Parte della Provincia, anche l’organismo dello Stato scrive al Comune per chiedere conto della mancata demolizione delle baracche costruite al di sopra della copertura.

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Il “caso Giano” è giunto dunque  in questi giorni anche all’esame dell’Agenzia del Demanio, l’ente ministeriale che sovraintende la tutela dei beni dello Stato. Sono infatti in corso accertamenti in merito alla ben nota faccenda di presunti abusi edilizi realizzati nel corso dei decenni passati sulla copertura del Giano.

“La permanenza di questi manufatti di dubbia regolarità – riferisce il comitato cittadino “Alla Scoperta del Giano” – non solo sta impedendo ai fabrianesi di riappropriarsi del proprio fiume pregiudicandone la totale scopertura e il ripristino dell’originario assetto, ma preclude il recupero della vista dello storico Ponte dell’Aèra, opera medievale di elevato valore storico e architettonico attribuito al grande architetto toscano Bernardo Rossellino – e aggiunge – l’accanimento dimostrato a riguardo dall’amministrazione comunale, non solo è incomprensibile, ma va a questo punto a delineare un danno all’interesse collettivo”.

Già nel dicembre 2013, a seguito di un primo esposto, il Demanio Idrico della Provincia di Ancona si era chiaramente espresso in merito alla questione fabrianese, ribadendo come fosse “ indispensabile lo sgombero immediato dei manufatti insistenti sull’area demaniale”, la quale, va ricordato, è un bene inalienabile dello Stato salvaguardato da leggi e decreti nazionali.

A questa disposizione l’Amministrazione comunale aveva contrapposto una documentazione di presunta legittimità di alcuni fabbricati, derivata da una vecchia delibera comunale del 1926. Ora la faccenda sale di livello ed è la stessa Direzione regionale dell’Agenzia del Demanio a volerci vedere chiaro, chiedendo al Comune di Fabriano e alla Provincia di Ancona chiarimenti riguardo la permanenza di questi manufatti.

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Le baracche presenti sulla copertura del Giano